Chiusura stagionale fino al 10 marzo 2018.

Tartaruga greca – Testudo graeca

bioparco di siciliaNOME SCIENTIFICO: Testudo graeca
NOME COMUNE: Tartaruga terrestre greca
REGNO: Animalia
PHYLUM: Chordata
CLASSE: Reptilia
ORDINE: Testudines
FAMIGLIA: Testudinidae
GENERE: Testudo
SPECIE: T. graeca
AREALE: Asia, Europa ed Africa
HABITAT: Vegetazione bassa con arbusti e sottobosco
CITIES: Si
CATEGORIA IUCN: VU


Notizie generali:

Caratteristiche importanti per il riconoscimento degli esemplari di questa specie sono: la presenza di tubercoli cornei ai lati delle cosce, l’assenza dell’astuccio corneo all’apice della coda e la presenza di un unico scuto (scaglia del carapace tramite il quale si possono vedere le fasi di crescita dell’esemplare) nella parte sopracaudale.
Con la crescita, il carapace assume una forma ovale ed allungata e sviluppa uno svasamento degli scuti marginali posteriori, simile al gonnellino caratteristico delle Testudo marginata; col passare degli anni, il gonnellino cresce fino alla parte anteriore.
In questa specie è presente il dimorfismo sessuale; i maschi possiedono una coda lunga, robusta e grossa alla base, mentre nella femmina, essa è piccola e corta; la distanza dell’apertura cloacale dalla base della coda è maggiore nel maschio rispetto alla femmina; i maschi adulti presentano una concavità nel piastrone ventrale che serve a facilitare la monta sul carapace della femmina. Tale piastrone è piatto nelle femmine e negli esemplari giovani.
La testudo greca è vegetariana; idonei per una perfetta dieta sono: il tarassaco, la cicoria ed il radicchio rosso, perché molto ricchi di calcio e fosforo adeguatamente bilanciati. Evidente segno di una cattiva alimentazione è un carapace con gli scuti appuntiti e scanalati; al contrario, un carapace in forma con una levigata semicalotta ovale è segno di una corretta alimentazione.
Le dimensioni di questa specie sono di circa 25-30 cm nelle femmine, mentre i maschi hanno una dimensione più piccola, 16-20 cm. Il disegno creato dalle bande nere, sulla parte ventrale, costituisce un marchio distintivo tra questi esemplari. Con l’arrivo della primavera e con l’aumento delle temperature, gli animali abbandonano i nascondigli dove hanno passato il letargo e vanno in cerca di un compagno per accoppiarsi. Durante l’accoppiamento, i maschi sono molto aggressivi con le femmine, le quali depongono due/tre volte dalle 5 alle 8 uova. In cattività, queste possono essere lasciate in terra o messe in una incubatrice. Ad una temperatura costante che va dai 28 ai 30°C e con una umidità di almeno il 70%, le uova si schiuderanno dopo circa 60-80 giorni.
Fin dall’antichità questa specie è stata tenuta come animale domestico o da giardino. Tra le cause che mettono la tartaruga greca a rischio di estinzione sono da ricordare: l’eccessiva urbanizzazione, la distruzione degli ambienti naturali, la cattura illegale e non autorizzata e la predazione da parte degli animali selvatici presenti nello stesso ambiente, soprattutto di origine alloctona.
Questa specie è tutelata e protetta dalla convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, nota anche come Convenzione di Berna, ed è inclusa nella CITES, in allegato A, per cui, il prelievo in natura è assolutamente vietato e l’allevamento e il commercio sono regolamentati.