NOME SCIENTIFICO: Crocodylus niloticus
NOME COMUNE: Coccodrillo del Nilo
REGNO: Animalia
PHYLUM: Chordata
CLASSE: Reptilia
ORDINE: Crocodylia
FAMIGLIA: Crocodylidae
GENERE: Crocodylus
SPECIE: Crocodylus niloticus
AREALE: Africa
HABITAT: Fiumi, laghi e pozze d’acqua
CITES: Sì
CATEGORIA IUCN: LC
Notizie generali:
Il coccodrillo del Nilo è un rettile acquatico carnivoro. Esso è uno dei maggiori predatori del continente africano tanto da essere definito dai biologi un “super predatore”.
È tra le specie di rettili che raggiunge le dimensioni maggiori, la lunghezza media degli adulti è di 4 metri per un peso di circa 400 kg, ma alcuni esemplari possono raggiungere i 7 metri e superare i 1200 kg di peso, un coccodrillo del Nilo può vivere dai 70 ai 100 anni.
Il corpo del coccodrillo è coperto da squame cornee robustissime specialmente sul dorso, esse fungono da armatura negli scontri che possono avvenire durante la predazione o nelle dispute tra conspecifici, inoltre proteggono l’animale dalla disidratazione.
La sua bocca presenta fino a 22 denti conici per ogni lato della mandibola e della mascella, è una specie “polifiodonte” ovvero perde spesso i denti, i quali vengono immediatamente rimpiazzati, mantenendoli così sempre aguzzi e robusti.
Il suo potentissimo morso raggiunge una pressione di 900 kg/cm2 , le sue mascelle si chiudono a scatto ad una velocità di diverse centinaia di chilometri orari, il coccodrillo però non può masticare perciò strappa a brandelli la carne della sua preda per poi divorarla.
Come si evince dal nome questi coccodrilli vivono nelle acque e nelle sponde del Nilo, un tempo si potevano trovare in tutta l’Africa, oggi sono confinati in specifiche aree geografiche, sono infatti scomparsi dalle zone del basso corso del Nilo e dalle aree più popolose e urbanizzate.
Durante la stagione secca gli esemplari che vivono più vicino alle coste si spingono fino in mare, per
questo motivo ci sono segnalazioni di questa specie anche nel canale che divide l’Africa dal Madagascar.
È una specie a basso rischio di estinzione, ma tutt’oggi i biologi studiano e monitorano le popolazioni
naturali, le quali sono sempre più confinate all’interno di riserve e aree protette, dove i ranger lavorano
affinché questa antichissima specie venga tutelata e protetta da fenomeni che ne potrebbero
compromettere l’integrità come ad esempio il bracconaggio ed il commercio illegale.
